FENSIR HUB · Portale servizi, pratiche, ricorsi e comunicazioni
Logo FENSIR FENSIR HUB Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca
AGGIORNAMENTO

Agorà IRC n. 9 – settembre 2026

Pubblicata il: 2026-09-28

Fonte: Agorà IRC

Apri articolo originale

La pace si educa

Il nono numero di Agorà IRC nasce attorno a una parola semplice, universale e, proprio per questo, mai scontata: pace.

A venticinque anni dall’attentato alle Twin Towers dell’11 settembre 2001, abbiamo scelto di non fermarci alla commemorazione di una tragedia che ha segnato profondamente l’inizio del nuovo millennio. Abbiamo voluto, piuttosto, interrogarci su ciò che quella memoria chiede oggi alla scuola, agli insegnanti e, in modo particolare, all’Insegnamento della Religione Cattolica. L’editoriale di questo numero assume infatti il conflitto come una vera e propria sfida educativa: non qualcosa da rimuovere, ma una realtà da comprendere, attraversare e trasformare, impedendo che il nome di Dio, le appartenenze religiose, culturali o identitarie possano diventare strumenti di contrapposizione, esclusione o violenza. Agorà IRC – Settembre 2026_co…

La pace, allora, non può essere semplicemente raccontata. Deve essere educata.

È questa, forse, la prospettiva che unisce maggiormente i diversi contributi che proponiamo ai nostri lettori. Dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado, le progettazioni raccolte in questo numero mostrano come il conflitto possa diventare occasione di apprendimento: imparare ad ascoltare, dare un nome alle emozioni, riconoscere il punto di vista dell’altro, comprendere le conseguenze delle proprie scelte, ricostruire una relazione dopo una frattura. La pace cessa così di essere un concetto astratto e diventa esperienza concreta, competenza relazionale, responsabilità personale.

Particolarmente efficace è l’immagine che attraversa alcune delle proposte didattiche: il filo, il nodo, l’ordito, la tessitura. Il conflitto può trasformarsi in un groviglio nel quale non si distingue più l’origine della contesa e, soprattutto, si rischia di perdere di vista l’umanità dell’altro. Educare significa allora aiutare a ritrovare il bandolo della matassa, sciogliere i nodi senza spezzare il filo e ricominciare a tessere relazioni. Nella progettazione per l’infanzia, questa intuizione diventa addirittura esperienza manuale e simbolica: il caos del gomitolo si trasforma progressivamente in una nuova trama di legami. Agorà IRC – Settembre 2026_co…

Anche nella scuola primaria la pace viene proposta come scelta quotidiana: ascoltare, rispettare, includere, aiutare, rifiutare la violenza. Non si tratta di consegnare agli alunni risposte già confezionate, ma di accompagnarli a comprendere che ogni comportamento produce conseguenze e che ciascuno, anche un bambino, può assumersi una parte di responsabilità nella costruzione di relazioni più giuste. Agorà IRC – Settembre 2026_co…

Nella secondaria, poi, il tema si amplia e si fa più complesso. Pace significa contrastare le prevaricazioni, educare all’empatia, decostruire stereotipi, utilizzare anche gli strumenti digitali per raccontare esperienze di dignità, diritti e nonviolenza. Significa inoltre imparare a narrare l’altro senza impadronirsene, lasciandogli il diritto di correggere il racconto che facciamo di lui. È una prospettiva particolarmente significativa in classi sempre più plurali, nelle quali convivono appartenenze religiose, convinzioni non religiose, culture e visioni del mondo differenti. Agorà IRC – Settembre 2026_co…

Ed è proprio qui che l’IRC può mostrare una delle sue caratteristiche più autentiche: essere, nel quadro delle finalità della scuola, spazio culturale di confronto, ricerca e dialogo, nel quale le differenze non vengono cancellate, ma neppure trasformate in muri. Il dialogo autentico non richiede che tutti pensino allo stesso modo. Richiede piuttosto la capacità di riconoscere l’altro nella sua reale diversità e di costruire, proprio a partire da questa diversità, forme possibili di convivenza.

Il numero non rinuncia naturalmente agli approfondimenti professionali che caratterizzano Agorà IRC. La riflessione sulla valutazione autentica e sulle rubriche, l’approfondimento sull’Ebraismo e sul complesso dibattito intorno all’antisemitismo, lo sguardo sulla dimensione comunitaria e spirituale dell’Islām, la ricostruzione della vicenda concorsuale degli insegnanti di religione, l’analisi storica e giuridica della collocazione oraria dell’IRC e l’intervista al professor Piero Stefani compongono un fascicolo che intreccia didattica, cultura, professionalità e attualità. Agorà IRC – Settembre 2026_co…

Anche questa è, in fondo, una scelta editoriale precisa. Agorà IRC vuole continuare a essere realmente un’agorà: uno spazio nel quale incontrarsi, discutere, approfondire e, quando necessario, anche confrontarsi criticamente. Una rivista professionale non deve limitarsi a fornire materiali; deve contribuire a costruire consapevolezza, offrire strumenti, suscitare domande.

In un tempo nel quale la parola “pace” rischia di essere ripetuta fino a perdere forza, la scuola ha il compito di restituirle concretezza. E forse proprio l’IRC, facendo incontrare memoria, esperienza religiosa, domande di senso, educazione civica e pluralismo culturale, può aiutare gli studenti a comprendere che la pace non è assenza di conflitto, ma il modo in cui scegliamo di abitare il conflitto senza negare la dignità dell’altro.

È questo lo spirito con cui consegniamo ai nostri lettori il numero 9 di Agorà IRC: non un numero semplicemente sulla pace, ma un invito a fare della pace una pratica educativa quotidiana.

Giuseppe Favilla
Direttore responsabile – Agorà IRC

L'articolo Agorà IRC n. 9 – settembre 2026 proviene da Agorà IRC.

Torna alle notizie Home