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DOCENTI

Tutor e orientatori, fondi arrivati ma non per tutti i pagamenti: il nodo delle segreterie senza DSGA

Pubblicata il: 2026-10-02

Fonte: FENSIR.it

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Le risorse per l’anno scolastico 2025/2026 sono state finalmente sbloccate e, per alcune scuole, i compensi dei docenti tutor e orientatori potranno comparire già nel cedolino di ottobre. Ma non ovunque la macchina amministrativa è riuscita a rispettare le scadenze. E intanto il Governo rifinanzia la misura con ulteriori 70 milioni di euro per il 2026/2027.

La questione dei compensi spettanti ai docenti tutor e orientatori continua a presentare due facce: da una parte ci sono finalmente le risorse; dall’altra resta il problema concreto della capacità delle istituzioni scolastiche di completare tempestivamente tutte le operazioni necessarie per trasformare uno stanziamento in un pagamento effettivo.

Per l’anno scolastico 2025/2026 il Ministero dell’Istruzione e del Merito, con il Decreto direttoriale n. 557 del 10 settembre 2026, ha disposto l’erogazione delle somme destinate al compenso accessorio dei docenti tutor e del docente orientatore. La disponibilità delle risorse ha consentito alle scuole di procedere con gli adempimenti attraverso il sistema del Cedolino unico NoiPA.

Il calendario, però, era particolarmente stretto.

Il 24 settembre era la data decisiva per il cedolino di ottobre

Per far confluire i compensi nella rata ordinaria di ottobre, gli elenchi di pagamento dovevano essere correttamente inseriti e autorizzati entro il 24 settembre 2026, data prevista per l’emissione ordinaria della rata di ottobre. La Gestione Accessorie NoiPA rimaneva infatti disponibile fino alle ore 16 di quella giornata.

Questo significa che l’arrivo dei fondi non determinava automaticamente il pagamento.

Il sistema NoiPA prevede infatti una vera e propria procedura amministrativa: devono essere predisposti gli elenchi dei beneficiari, effettuato il calcolo, richiesta l’autorizzazione e successivamente autorizzato il pagamento da parte dell’utente abilitato con funzioni di responsabile. La documentazione NoiPA distingue espressamente il ruolo dell’operatore, che predispone gli elenchi, da quello del responsabile, chiamato ad autorizzarli.

Ed è proprio qui che può essersi creato il problema per numerose scuole.

Scuole senza DSGA o con un DSGA appena insediato: una corsa contro il tempo

Settembre è tradizionalmente uno dei mesi più complessi per le segreterie scolastiche. All’avvio dell’anno si concentrano prese di servizio, contratti, supplenze, ricostruzioni delle posizioni amministrative, gestione dell’organico e una quantità considerevole di adempimenti.

A questo si aggiungono le situazioni delle istituzioni scolastiche prive di DSGA titolare, affidate a reggenze o nelle quali il nuovo Direttore dei servizi generali e amministrativi ha assunto servizio da poche settimane.

In queste condizioni, pretendere che tutte le scuole riuscissero, tra l’effettiva disponibilità delle risorse e il 24 settembre, a predisporre, verificare e autorizzare gli elenchi NoiPA appare quantomeno problematico.

Non significa, naturalmente, che la mancanza del DSGA determini automaticamente l’impossibilità giuridica del pagamento: il sistema delle competenze accessorie opera attraverso utenti specificamente abilitati e attraverso il Punto ordinante di spesa. Ma nella realtà organizzativa della scuola la presenza di una segreteria amministrativo-contabile pienamente funzionante è decisiva.

Il risultato è che, mentre alcuni docenti potrebbero vedere il compenso già nel cedolino di ottobre, altri dovranno attendere una successiva emissione.

Ed è questo l’aspetto sul quale occorre fare chiarezza: il mancato pagamento a ottobre non significa necessariamente che il compenso non sia stato riconosciuto o che le risorse siano venute meno. Può semplicemente significare che la scuola non è riuscita a concludere in tempo tutte le operazioni amministrative necessarie.

Quanto spetta ai docenti

Per l’anno scolastico 2025/2026, dopo la rettifica ministeriale del marzo scorso, il compenso previsto per il docente tutor è compreso tra 1.168 e 2.053 euro lordo dipendente, mentre per il docente orientatore il riferimento è pari a 1.130,36 euro lordo dipendente. Gli importi concretamente spettanti devono comunque corrispondere agli incarichi conferiti e alle determinazioni assunte dalla singola istituzione scolastica.

A queste risorse si aggiunge inoltre l’ultimo intervento disposto con il decreto ministeriale n. 177 del 28 agosto 2026, attraverso il quale sono stati assegnati ulteriori 16 milioni di euro, completando la distribuzione dei 100 milioni destinati all’anno scolastico 2025/2026. Il decreto garantisce almeno 1.500 euro a ciascuna istituzione interessata, da destinare prioritariamente al docente orientatore e, per la parte residua, ai tutor.

E per il 2026/2027 arrivano altri 70 milioni

La vera novità riguarda però il nuovo anno scolastico.

Il decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 30 settembre ed entrato in vigore il 1° ottobre 2026, interviene nuovamente sul finanziamento delle attività di orientamento.

L’articolo 2 incrementa il fondo previsto dall’articolo 1, comma 561, della legge n. 197/2022 di:

30 milioni di euro per il 2026 e 40 milioni di euro per il 2027.

Complessivamente si tratta quindi di 70 milioni di euro aggiuntivi destinati a garantire anche nell’anno scolastico 2026/2027 le attività di orientamento, inclusione e contrasto alla dispersione, valorizzando il lavoro dei docenti impegnati come tutor, orientatori e nelle attività di coordinamento.

La continuità finanziaria della misura è dunque assicurata.

FENSIR: non si ripeta il ritardo del 2025/2026

Il problema, a questo punto, non è più soltanto stabilire quante risorse siano disponibili.

Occorre evitare che anche per il 2026/2027 si ripeta lo stesso meccanismo: attività assegnate e svolte dai docenti durante l’anno scolastico, stanziamenti definiti molti mesi dopo e corsa finale delle segreterie per riuscire a liquidare quanto dovuto.

Le risorse devono essere rese concretamente disponibili alle scuole in tempi compatibili con una corretta programmazione amministrativa.

Particolare attenzione deve essere riservata alle istituzioni scolastiche prive di DSGA titolare, alle scuole affidate in reggenza e a quelle nelle quali il personale amministrativo è stato appena nominato o è insufficiente rispetto al carico di lavoro.

Il docente che ha svolto un incarico non può subire le conseguenze delle difficoltà amministrative o delle carenze di organico della propria istituzione scolastica.

Il rifinanziamento di 70 milioni rappresenta quindi un elemento importante per dare continuità alle funzioni di tutor e orientatore, ma alla disponibilità finanziaria deve corrispondere una procedura amministrativa tempestiva.

Stanziare le risorse è indispensabile. Fare in modo che arrivino realmente e tempestivamente nelle buste paga dei lavoratori lo è altrettanto.

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